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CENTRO INTERUNIVERSITARIO DI BIOETICA E DIRITTI UMANI
HUMANITAS - COLLANA DI BIOETICA E DIRITTO
Linee scientifico-programmatiche
Sebbene la filosofia moderna abbia abbandonato l'idea che sia necessario partire da punti fermi della natura, tale necessità persiste se si è affermato che i "comportamenti sono buoni o cattivi per se stessi" (Vasquez), e che "neppure Dio può far sì ... che ciò che per intrinseca essenza è male non sia male" (Grozio). D'altra parte, lo stesso Kant, pur avendo indicato la misura del criterio della moralità nella legge della ragione, ha, in contrasto con essa, sentito fortemente il richiamo a "punti fermi della natura, che l'uomo non possa mai rimuovere". Nei nostri giorni poi si sente forte il bisogno di partire dall'ordine naturale delle cose (riabilitazione della filosofia pratica, etica della responsabilità, ecc.), non manca chi assume la verità come idea orientativa della ricerca (Popper), ed eminenti politici hanno sostenuto la necessità che "la politica mondiale venga determinata dal carattere prioritario dei valori universali" (Gorbaciov). È l'inizio di un'epoca che ripropone la misura del criterio di moralità nella ratio "conforme a verità" (Aristotele)? Se così stanno le cose, si può dire che punti fermi della natura da cui partire, nell'ambito della bioetica, siano i risultati dell'embriologia sull'inizio della vita umana e il loro sviluppo, in una consequenzialità logica che va dal piano etico a quello politico, a quello giuridico. Ma una larga parte della cultura afferma l'indipendenza assoluta dell'individuo da ogni tipo di ordine che lo trascenda, sia come individuo che come specie, e nell'antropologia sostiene il privilegio dell'approccio sensitivo a quello intellettuale. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: la legalizzazione dell'aborto, la richiesta di legalizzazione dell'eutanasia, ecc., cioè la giustificazione della violazione della vita. Perciò, ci si chiede: nella nostra epoca la politica del legislatore è priva di semi di razionalità nel momento della effettiva comprensione dell'ordine insito nelle res che si devono regolamentare, per cui si può legiferare in tutti i casi, e nel modo in cui si ritiene più opportuno, senza tener presente alcun limite? È un interrogativo che ha sollecitato l'avvio di questa collana, la quale, con ricerche sulle problematiche presupposte da tale interrogativo, si propone di individuare la strada verso cui il lógos orthós può portare l'umanità.
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