ATTIVITA'

La Missione Archeologica congiunta delle Università di Bologna e di Lecce a Bakchias (Fayyum - Egitto)


La Campagna 1999

La Missione Archeologica congiunta delle Università di Bologna e Lecce diretta, da Sergio Pernigotti (Università di Bologna) e da Mario Capasso (Università di Lecce), ha svolto la Settima Campagna di scavo a Kom Umm el-Atl (Fayyum), l'antica Bakchias, dal 1 al 31 ottobre 1999.

Della Missione hanno fatto parte anche Paola Davoli (Direttrice dello scavo), Francesco Bandini, Annalisa Besso, Gabriele Bitelli, Antonella Cazzato, Mirna Cola, Federica Grilli, Flavia Ippolito, Cristian Tassinari, Luca Vittuari. Il Supreme Council of Antiquities è stato rappresentato dall'Ispettore Tarek Mahmud Ahmed.

Nel corso della Campagna si è proseguito lo scavo del tempio principale della città, nel settore Nord dell'area antistante al suo ingresso, la cui indagine era già iniziata nel 1996. In questo settore la rimozione della duna si è rivelata particolarmente difficile perchè costituita da alti strati molto compatti, per uno spessore complessivo di circa 3 metri, e formati da materiali di risulta derivati dallo smantellamento delle strutture originali. In quest'area sono state portate alla luce le fondamenta di un grande edificio costruito con blocchi di arenaria locale, la cui funzionalità e i cui rapporti con il pilone in pietra rinvenuto durante la scorsa Campagna non sono ancora del tutto chiariti. Allo stato attuale delle nostre conoscenze sembra da escludere che si tratti di un edificio di culto. In ogni caso l'imponenza della struttura e il pregio dei materiali costruttivi e soprattutto la sua posizione di fronte al tempio principale di Bakchias inducono a ritenere che si tratti di un edificio di grande importanza la cui natura sarà auspicabilmente chiarita nel momento in cui lo scavo della parte anteriore del tempio sarà terminato. All'interno delle fondazioni sono stati ritrovati i resti di tre piccoli vani adibiti a cantine.

Durante lo scavo sono venuti alla luce numerosi oggetti di cui si segnalano qui i più importanti: papiri e ostraka greci, tra cui uno demotico, frammenti di statuaria in pietra e in faience, lucerne in terracotta, un magnifico ostrakon figurato con una barca tracciata ad inchiostro rosso, elementi architettonici e la parte inferiore di una statua in basalto raffigurante un personaggio inginocchiato e con le mani appoggiate sulle ginocchia, sicuramente da datare alla XXVI dinastia, ritrovamento eccezionale in un contesto greco-romano.

Quest'anno è ripreso il rilievo topografico del sito a cura del prof. Gabriele Bitelli e del dott. Luca Vittuari del Dipartimento di Ingegneria delle Strutture, dei Trasporti, delle Acque, del Rilevamento, del Territorio della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna nell'ambito di un programma di collaborazione della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna iniziato nella Seconda Campagna di scavo (1994).

Grazie all'attiva collaborazione del Supreme Council of Antiquities è iniziato quest'anno il restauro del tempio principale di Bakchias al fine di preservare le fragili strutture in mattoni crudi. L'équipe dei restauratori è stata coordinata dal dr. Korany Mohammed Farhat, direttore dell'Ufficio Restauro del Supreme Council of Antiquities di Beni Suef, con la supervisione dei direttori della Missione.



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