ATTIVITA'
La
Missione Archeologica congiunta delle Università di Bologna e di Lecce
a Bakchias (Fayyum - Egitto)
La
Campagna 2001
La
Missione Archeologica Congiunta delle Università di Bologna e Lecce diretta
da Sergio Pernigotti (Università di Bologna) e da Mario Capasso (Università
di Lecce) ha svolto la Nona Campagna di scavo a Kom Umm el-Atl (Fayyum), l'antica
Bakchias, dall'1 al 31 ottobre 2001.
Della Missione hanno fatto parte anche Paola Davoli (Direttrice dello scavo),
Federica Boschi (disegnatrice), Angela Cervi (disegnatrice), Enrico Giorgi
(topografo), Flavia Ippolito (papirologa), Marco Mengoli (assistente di scavo),
Natascia Pellé (papirologa), Matteo Sasselli (topografo), Cristian Tassinari
(topografo). Il Supreme Council of Antiquities è stato rappresentato dall'ispettore
Sayed Awad Mohammed , che ha dato un contributo notevole ai lavori della Missione,
che esprime il suo più vivo ringraziamento anche al Direttore delle Antichità
di Beni Suef Mustafa el-Zohery, al Direttore delle Antichità del Fayyum Aly
el-Bazidy e al Capo della Polizia del Fayyum Mohammed Anwar per averne agevolato
con grande disponibilità i lavori.
Nel
corso della Campagna è proseguito lo scavo dell'area antistante al tempio
principale della città, la cui indagine era già iniziata nel 1996. In questo
settore erano state portate alla luce parte delle fondazioni di un grande
tempio in pietra, il cui scavo era iniziato nelle precedenti Campagne e che
si è ora concluso con la scoperta degli ambienti che ancora mancavano. Dai
lavori svolti durante questa Campagna è venuta la definitiva conferma della
presenza di un nuovo grande santuario in pietra di epoca romana all'interno
dell'area templare di Bakchias che fino ad ora si pensava fosse caratterizzata
dal solo tempio in mattoni crudi dedicato al dio Soknobkonneus e scavato nel
1896 da B.P. Grenfell, A.S. Hunt e D.G. Hogarth.
Rispetto alla Campagna del 2000 lo scavo è proseguito verso Nord portando
alla luce nuove strutture murarie tutte in blocchi di arenaria. I lavori hanno
raggiunto l'area della cella o delle celle che concludevano l'edificio di
culto. È stato raggiunto anche il muro in mattoni crudi che chiudeva a Nord
la fossa di fondazione dell'edificio. Uno degli aspetti più importanti dello
scavo di quest'anno è stata la scoperta di tre delle quattro nicchie di fondazione
poste agli angoli del tempio: la quarta, situata nell'angolo occidentale,
non si è conservata a causa di scavi clandestini che hanno portato alla distruzione
del muro in tale settore.
In definitiva cinque nuovi ambienti sono stati portati alla luce. Tra i ritrovamenti
sono da segnalare gli elementi architettonici in pietra e gli ostraka in greco.
Nella fase finale della Campagna sono ripresi i lavori di fronte all'ingresso
del tempio in mattoni crudi. È stata portata alla luce la fondazione del portale
in blocchi di arenaria, di forma quadrangolare e pertinente ad una fase di
uso precedente alla fondazione del tempio in pietra.
Quest'anno si è concluso il rilievo topografico a terra del sito realizzato
dal dr Enrico Giorgi con l'ausilio di una Stazione Totale.
Grazie all'attiva collaborazione del Supreme Council of Antiquities è proseguito
quest'anno il restauro degli edifici dell'area templare al fine di preservare
le fragili strutture in mattoni crudi e quelle in pietra recentemente portate
alla luce. L'équipe dei restauratori è stata coordinata da Hussein Ahmed Mohammed,
con la supervisione scientifica dei direttori della Missione.
Nella Decima Campagna, che avrà luogo nel mese di ottobre 2002, è prevista
la conclusione dello scavo nell'area antistante al tempio.