ATTIVITA'

La Missione Archeologica congiunta delle Università di Bologna e di Lecce a Bakchias (Fayyum - Egitto)


La Campagna 2002

La Missione Archeologica congiunta delle Università di Bologna e Lecce diretta da Sergio Pernigotti (Università di Bologna) e da Mario Capasso (Università di Lecce) ha svolto la Decima Campagna di scavo a Kom Umm el-Atl (Fayyum), l'antica Bakchias, dal 30 settembre al 31 ottobre 2002.
Della Missione hanno fatto parte anche Paola Davoli (Direttrice dello scavo), Paola Buzi (assistente di scavo), Angela Cervi (schedatrice), Carlotta Franceschelli (topografo), Anna Morini (ceramologa), Natascia Pellé (papirologa), Barbara Rizzo (disegnatrice), Cristian Tassinari (topografo), Silvia Vinci (ceramologa). Il Supreme Council of Antiquities è stato rappresentato dall'ispettrice Nahla Mohammed Ahmed, che ha dato un contributo notevole ai lavori della Missione, che esprime il suo più vivo ringraziamento anche a Sabri Abd el Aziz del Supreme Couincil of Antiquities, al Direttore delle Antichità di Beni Suef Samir Anis, al Direttore delle Antichità del Fayyum Aly el-Bazidy e al Capo della Polizia del Fayyum Mohammed Anwar per averne agevolato con grande disponibilità i lavori.
Siamo inoltre particolarmente grati a Luca Trombi della Baker Huges del Cairo per il prezioso e concreto aiuto che ha generosamente fornito alla nostra Missione.
Nel corso della Campagna è proseguito lo scavo dell'area antistante al tempio principale della città, la cui indagine era già iniziata nel 1996. In questo settore erano già state portate alla luce le fondazioni di un grande tempio in pietra di epoca romana preceduto a Sud da un pilone anch'esso in pietra. Lo scavo è stato inoltre esteso all'interno del tempio di Soknobkonneus per chiarire alcuni aspetti stratigrafici relativi alle tre stanze centrali. E' stato così possibile stabilire che vi era una sequenza di portali in pietra che davano accesso alle stanze e di cui rimangono solo parti delle fondazioni. Del portale che dava accesso al naos rimangono inoltre i tre architravi crollati all'interno del vano. Nella stessa stanza era probabilmente un naos in pietra di cui faceva forse parte un fregio litico di urei coronati con disco solare, di cui è stato rinvenuto un esemplare che conserva tracce di colore rosso e nero. Nel corso di tale approfondimento è stata rinvenuta, all'interno della stanza centrale, una statua raffigurante un personaggio seduto, di cui manca la parte superiore. Sul pilastrino dorsale e sulla base è conservata un'iscrizione geroglifica incisa recante il nome del personaggio, Padibastet insignito del "bel nome" composto con il prenome di Psammetico II, ciò che consente di datarla al regno di questo sovrano (595-589 a.C.).
Successivamente l'indagine è stata estesa al portale d'ingresso del tempio, costruito con blocchi di calcare bianco solo in parte conservati, del quale è stata posta in luce l'imponente fondazione costituita da grandi blocchi di pietra nummolitica. Abbiamo così potuto individuare le fasi principali di utilizzazione dell'edificio di culto dall'epoca tolemaica a quella romana.
Nell'area antistante al portale è stata messa in luce una serie di ambienti costruiti in mattoni crudi da interpretarsi verosimilmente come abitazioni e magazzini attivi in epoca tolemaica. Inoltre, per la prima volta è stata messa in luce una parte del massiccio muro del temenos che in epoca tolemaica racchiudeva l'area sacra.
Tra i numerosi oggetti rinvenuti quest'anno segnaliamo, oltre alla statua sopra menzionata, un frammento di architrave con resti di una epigrafe in greco, numerosi ostraka greci, demotici e figurati, bolli di anfore con iscrizioni greche, parti di pannelli in legno pertinenti a mobili sacrali tra i quali una bellissima testa raffigurante la dea Hathor, numerose monete tolemaiche e romane.
L'Undicesima Campagna di Scavo avrà luogo nel mese di ottobre 2003.


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