Nel
mese di ottobre 1993 la Missione Archeologica congiunta delle Università
di Bologna e di Lecce, diretta da Sergio Pernigotti e Mario Capasso, ha iniziato
lo scavo archeologico sistematico del sito di Kom Umm el-Atl, l'antica città
di Bakchias. Essa si trovava nell'angolo nord-est della
grande oasi del Fayyum, a sud-ovest del Cairo, dal quale dista 80 km ca. L'area
archeologica è in una zona desertica al limitare delle coltivazioni, posizione
che le ha garantito una buona conservazione, poiché la sabbia, che iniziò
a ricoprirla già dal momento del suo abbandono nel IV sec. d.C., ha formato
un'efficace copertura degli edifici in mattone crudo, preservandoli dalle intemperie.
L'area
indagata meglio documentata è il tempio maggiore di Bakchias, dedicato
al dio coccodrillo Sokanobkonneus, che nel corso dello scavo effettuato dall'équipe
inglese restituì, tra l'altro, vari papiri in greco. La sua pianta e descrizione
pubblicate da Grenfell ed i suoi collaboratori corrispondono abbastanza precisamente
a quanto ancora oggi è visibile dell'edificio di culto, che presenta ancora,
dal punto di vista strutturale e architettonico, molti aspetti ignoti.
Attualmente
la città di Bakchias si trova ad essere ancora parzialmente ricoperta da
alte dune di sabbia da cui fuoriescono numerosi edifici conservati per diversi
metri in altezza. L'andamento dell'orografia del terreno suggerisce ancora la
planimetria della città che sembra essere, almeno in parte, di tipo ortogonale.
Un accurato esame di superficie ha permesso di individuare aree artigianali situate
al limitare dell'abitato, così come alcune delle vie principali che la
percorrevano e alcuni accessi viari.1. Rilievo topografico del sito ancora oggi completamente assente, se si esclude la sommaria piantina del tempio pubblicata nel 1900.
2. Scavo sistematico del sito, al fine di riportare alla luce anno dopo anno, il tessuto urbano di Bakchias secondo il metodo stratigrafico.
3. Ricostruzione della vita economico-sociale e culturale del centro in base alla documentazione papiracea già disponibile e a quella che auspicabilmente lo scavo potrà restituire in futuro e alle evidenze dello scavo archeologico.
4. Ricognizione di superficie diretta ad individuare la situazione delle necropoli, la cui posizione è stata sommariamente indicata da Flinders Petrie prima e da Grenfell e Hunt poi nella zona a nord-est del sito.
5. Studio dei materiali la cui provenienza da Bakchias è accertata e che sono attualmente conservati nel Museo Archeologico del Cairo e in altri musei.
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