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| Università degli Studi di Lecce |
Scavi 1993-1996
Gli scavi condotti a Le Centoporte hanno chiarito alcune fasi relative alla vita della chiesa monumentale che sorge nelle campagne intorno ad Otranto. Venne costruita come chiesa basilicale a tre navate con abside poligonale e nartece, intorno alla prima metà del VI secolo, utilizzando materiale lapideo di reimpiego. Trova confronti con una serie di chiese tipiche dell’Impero d’Oriente, compresa quella di S. Giovanni di Studios, Istanbul, databile alla metà del V secolo d.C.
L’edifico, mai completato, è stato riutilizzato come nucleo di un complesso, probabilmente monastico, che si sviluppa dal VII secolo in poi. La navata centrale viene invasa da due edifici; uno probabilmente una cappella, inserita nella zona absidale, e l’altro forse un refettorio/dormitorio. Quasi tutte le aperture all’esterno della basilica vengono tamponate, apparentemente per realizzare un piccolo monastero fortificato italo-greco. Una sepoltura rinvenuta in associazione a questa fase del complesso è di un maschio adulto di ca. 30-40 anni di età, che sembra aver sofferto di un meningioma o tumore al cervello, oggi riscontrabile a livello clinico su 20 persone in un milione. L’utilizzo di questo complesso monastico sembra continuare sino al XI secolo, quando viene abbandonato e poi, successivamente, utilizzato come cava di materiali edili.
Una serie di indizi suggeriscono che Le Centoporte fosse dedicato agli SS. Martiri Cosma e Damiano.