|
|
Coordinamento Servizi Informatici Bibliotecari di Ateneo | |
| Università degli Studi di Lecce |
Catalogazione e digitalizzazione di documenti
antichi e rari:
i cataloghi delle edizioni antiche "OldenMath"
e "Terra d’Otranto Data Base"
Numerosi sono i progetti che il Coordinamento SIBA (http://siba2.unile.it/)
dell’Università di Lecce ha avviato, da diversi anni, per il recupero e la fruizione
su supporto elettronico del materiale raro e di pregio posseduto dalle biblioteche
della stessa Università e da quelle presenti nel Salento e sul territorio nazionale.
Tra questi ricordiamo il progetto OldenMath (http://siba2.unile.it/sinm/oldenmath.htm),
avviato nell’ambito del Sistema Informativo Nazionale per la Matematica, (http://siba2.unile.it/sinm),
per la catalogazione e digitalizzazione dei fondi rari e di pregio dell’area
matematica; il progetto Terra d’Otranto Data Base (http://siba2.unile.it/progetti/todb.html),
per il recupero e la fruizione su supporto elettronico di materiale pergamenaceo
e cartaceo (manoscritto e a stampa), raro e di pregio, presente nell'Università
e del territorio salentino; il progetto Papyrologica Universitatis Lupiensis
(PUL), per la riproduzione digitale e la fruizione dei papiri posseduti
dal Centro di Studi Papirologici dell’Università di Lecce; il Progetto coordinato
delle Università di Catania e Lecce (http://siba3.unile.it/ctle/),
cofinanziato dall’Unione Europea, che si propone, tra l’altro, il potenziamento
e lo sviluppo dei progetti già avviati, l’archiviazione, l’acquisizione digitale
ed il restauro virtuale di materiale librario e documentario raro e di pregio
dell’Università e di altri Enti esterni.
L’Università
di Lecce dispone infatti di un Laboratorio per l'acquisizione e l'elaborazione
digitale delle immagini tra i più avanzati in Italia.
Come è possibile leggere sul sito WEB del Coordinamento SIBA (http://siba2.unile.it/sedi/labim.html), il Laboratorio è dotato di attrezzature hardware e software ad alta tecnologia che consentono le riprese digitali a bassa e ad altissima risoluzione. Il piano basculante e le lampade HMI a luce fredda permettono di effettuare acquisizioni nel più completo rispetto delle norme di tutela del patrimonio documentario.
Il Dorso digitale Dicomed consente di acquisire a colori, ad altissima risoluzione, anche informazioni non visibili ad occhio nudo e di ottenere delle immagini da 7520x6000 pixel (129 Mb).
Il software dedicato e la stazione Dicomed Imaginator consentono l'elaborazione delle immagini digitali, il restauro virtuale del documento e la realizzazione di nuove immagini.
Come è stato sottolineato in altre occasioni dal Coordinatore
generale del SIBA, dott.ssa Virginia Valzano, "il sistema di ripresa e
trattamento digitale utilizzato presso il Coordinamento SIBA garantisce la tutela
e conservazione del patrimonio documentario di particolare pregio, la sua salvaguardia
da ulteriori danni provocati dalla ripetuta consultazione e la sua fruibilità
immediata.
Ottimizza la qualità e la quantità delle informazioni e garantisce la lettura
dei dati informativi in modo stabile, inalterato e duraturo sia per le cromie
sia per i segni.
Permette l'acquisizione di informazioni non perfettamente visibili ad occhio
nudo ed accresce le possibilità di studio e di ricerca.
Il restauro virtuale dell'immagine, in alcun modo in contrapposizione al restauro
"tradizionale" effettuato sul documento fisico, si propone come uno strumento
di integrazione conoscitiva, per ottenere quelle informazioni ormai perse o
difficilmente desumibili dagli originali.
Esso consente l'ottimizzazione della leggibilità dei dati informativi testuali
ed artistici, senza ricorrere ad interventi a volte traumatici per l'originale.
Inoltre, il restauro virtuale, sempre e comunque
reversibile a differenza di quello tradizionale, consente lo studio approfondito
di eventuali interventi di restauro tradizionale" (cfr. V. Valzano, Progetti
di digitalizzazione dell’Università di Lecce, Convegno Eredità culturale
e nuove tecnologie: La digitalizzazione del libro antico tra accesso e conservazione,
Padova, 17 e 18 febbraio 2000, http://www.cab.unipd.it/eventi/lecce.php3).
Il progetto OldenMath, come specificato sul sito WEB del SINM, si propone la catalogazione dei fondi rari e di pregio posseduti dalle biblioteche matematiche aderenti al SINM e la digitalizzazione parziale o integrale degli stessi, mediante il Sistema di acquisizione ed elaborazione digitale delle immagini del Coordinamento SIBA.
L'applicativo
di gestione e consultazione on-line, sviluppato ad hoc dal Coordinamento SIBA,
è basato sul sistema CDS/ISIS (ambiente MS-DOS e UNIX).
L'interfaccia realizzata per l'accesso facilitato al catalogo tramite Web utilizza
il motore di ricerca WAIS-ISIS.
La maschera di ricerca permette di individuare all'interno del catalogo un'opera
specifica, attraverso una ricerca per titolo, autore e/o curatore, editore e/o
tipografo, luogo e data di pubbluicazione.
Consente inoltre la navigazione su autori, editori, tipografi, luogo, data di
pubblicazione e di stampa, serie e/o titoli di insieme.
Con un comune browser (Internet Explorer 4.0 o equivalenti) l'utente ha la possibilità
di accedere alle descrizioni bibliografiche dei documenti ed alle relative immagini
digitali. Ha inoltre la possibilità di "sfogliare" i documenti integralmente
digitalizzati e di accedere a informazioni sulle biblioteche che li posseggono
e ai relativi siti WEB.
Il Catalogo OldenMath attualmente realizzato, nell'ambito dell'omonimo progetto e dell'Iniziativa I17 del Piano Coordinato delle Università di Catania e Lecce, contiene le descrizioni bibliografiche delle edizioni antiche, rare e di pregio, possedute dalle biblioteche matematiche delle Università di Pisa, Bologna, Milano e Padova.
Le descrizioni bibliografiche seguono lo standard ISBD(A).
Le
immagini riguardano la riproduzione parziale o integrale di alcune edizioni
e le pagine più significative di altre (frontespizio, incipit, colophon, ecc.).
La risoluzione delle immagini memorizzate (in formato JPEG) nel Catalogo on-line,
accessibile via Internet, è di circa 550x850 pixel; quella delle immagini memorizzate
nell'archivio storico, per uno studio più approfondito da parte degli studiosi,
è di 2000x3000 pixel.
Su ogni immagine accessibile in Internet è applicato un logo con il nome dell’Università
di Lecce e del Coordinamento SIBA che le ha realizzate, per prevenire in qualche
modo eventuali appropriazioni indebite.
Per lo sviluppo del Catalogo, come è stato accennato dal Coordinatore del SINM
nella sua introduzione, è stato chiesto un contributo finanziario al CNR.
Tra i volumi presenti nel Catalogo OldenMath:
- il Tomo II degli Elemens d'algebre di Eulero, De l'Analyse Indéterminée, pubblicato a Lione nel 1774, testo conservato presso la Biblioteca del Dipartimento di Matematica, Informatica e Fisica dell’Università di Pisa; il volume è integralmente digitalizzato ed è possibile "sfogliare" le pagine una per una; è possibile saltare di 20 in 20 oppure andare direttamente all’immagine desiderata;- un testo del Plucker, Analytisch-geometrische Entwicklungen, anch'esso posseduto dal Dipartimento di Matematica, informatica e Fisica dell'Università di Pisa e digitalizzato integralmente;
- un volume della Geometria di Cartesio, conservato presso la Biblioteca del Dipartimento di Matematica dell’Università di Milano, del quale per il momento sono state digitalizzate solo le pagine più significative;
- Due esemplari della Biblioteca del Seminario Matematico dell’Università di Padova digitalizzati integralmente: Optice di Isaac Newton e Mathematicae Collectiones di Pappus Alexandrinus;
- Il De planis triangulis del Magini, posseduto dalla Biblioteca di Matematica dell’Università di Bologna;
- la seconda edizione dell'Algebra di Raffaele Bombelli,
pubblicata a Bologna nel 1579, volume definito
dal Riccardi raro e pregevole. E’ un’opera di grande importanza per la storia
della matematica.
Il libro fa parte del fondo Bortolotti, che prende il nome dal matematico e
storico della matematica bolognese che tra l’altro scoprì nella Biblioteca dell'Archiginnasio
il manoscritto contenente il IV e il V volume dell’opera e lo pubblicò.
Il frontespizio di questo volume è stato utilizzato nella home page del sito
WEB della Biblioteca di Matematica dell’Università di Bologna, che sarà illustrato
dalla dott.ssa Rosella Biavati della stessa Università.
Il progetto Terra d’Otranto Data Base, cofinanziato dalla Provincia di Lecce nell’ambito dell’accordo di programma Provincia e Università di Lecce, come specificato sul sito WEB del Coordinamento SIBA (http://siba2.unile.it/progetti/todbinfo.html), prevede il recupero e la fruizione su supporto elettronico di documenti di elevata rarità archivistica e di alta pregnanza storica presenti nelle biblioteche dell'Università di Lecce e del territorio salentino. Prevede quindi la costituzione di una banca dati documentaria contenente descrizione, catalogazione, trascrizioni integrali, immagini digitali di materiale pergamenaceo e cartaceo raro e di pregio dell'area salentina e la diffusione in rete geografica e su CD-ROM della suddetta base dati.
Nell’ambito del progetto Terra d’Otranto Data Base e del ll’Iniziativa
I17 del Piano Coordinato delle Università di Catania e di Lecce, cofinanziato
dall’Unione Europea, è stato realizzato il Catalogo delle Edizioni Antiche.
Esso contiene le descrizioni bibliografiche secondo lo standard ISBD(A) delle edizioni antiche (1450-1830), rare e di pregio, possedute dalle Biblioteche dell'Università di Lecce e da Biblioteche pubbliche e private di Terra d'Otranto. Contiene inoltre la riproduzione digitale, parziale o integrale, di molte di esse, informazioni sulle biblioteche che le posseggono e link ai relativi siti.
L'applicativo di gestione e consultazione del Catalogo e l’interfaccia WEB sono identici a quelli realizzati per il Catalogo OldenMath delle edizioni antiche dell’area matematica.
Anche la risoluzione delle immagini memorizzate è la stessa.
La base dati è attualmente costituita da oltre 3500 record e 6500 immagini.
Numerose sono le biblioteche che hanno aderito al progetto, in particolare biblioteche di istituzioni religiose, che per la loro natura ed età, hanno costituito nei secoli fondi cospicui ed omogenei (http://siba3.unile.it/archives/info.html).
Nell’ambito dell’Iniziativa I17 del Piano Coordinato delle Università di Catania e di Lecce è previsto l’ampliamento del Catalogo e la sua integrazione con il Catalogo OldenMath delle edizioni dell’area matematica.
Tra i volumi presenti nel Catalogo delle Edizioni Antiche:
- L’edizione pubblicata
nel 1565 della traduzione italiana di un testo di Olao Magno, arcivescovo di
Uppsala, cartografo e storico, Historia de gentibus septentrionalibus.
Il volume in questione è di particolare rilievo sia per il contenuto – gli scritti
di Olao Magno infatti riscossero notevole successo in Occidente presso un pubblico
curioso di conoscere usanze, costumi, varietà di piante e di animali, creature
favolose presenti presso le popolazioni nordiche – sia per le immagini numerosissime
che integrano e sono di complemento al testo.
La Historia de gentibus septentrionalibus
ebbe grandissimo successo fin dalla sua prima edizione, quella di Roma 1555,
tant’è che varie furono le edizioni successive che si susseguirono nell’arco
di pochi anni e le versioni in diverse lingue europee.
L’edizione posseduta dalla Biblioteca Innocenziana
(http://siba2.unile.it/sedi/innocenziana.html)
del Seminario di Lecce, qui integralmente digitalizzata è una traduzione integrale
"in lingua toscana" pubblicata a Venezia nel 1565, per la quale è
stato utilizzato il materiale iconografico dell’editio princeps. Purtroppo
l’esemplare è mutilo di frontespizio;
- Un testo posseduto dalla Biblioteca del Convento di San Francesco
di Lequile (http://siba2.unile.it/sedi/sanfrancesco.html),
in provincia di Lecce.
Il volume, De vario Reipublicae hebraeorum statu libri novem di Melchior
Leydekker, è stato pubblicato ad Amsterdam nel 1710.
Di questo esemplare sono state digitalizzate solo le pagine più significative.
Come si può facilmente notare, molte di esse sono danneggiate dai tarli. Dell’antiporta,
su richiesta del responsabile della Biblioteca San Francesco, è stato effettuato,
a cura dello stesso Coordinamento SIBA, il restauro virtuale.
![]() |
La prima immagine è la riproduzione dell’antiporta nel suo attuale stato di conservazione, la seconda immagine è una proposta di restauro virtuale della pagina.
Come sottolineato in altre occasioni dalla dott.ssa Valzano, grazie al sistema di ripresa e trattamento digitale utilizzato dal Coordinamento SIBA, i documenti originali vengono risparmiati dall'usura e i loro contenuti, talvolta scoloriti, macchiati con gli anni e difficili da leggere, diventano chiaramente leggibili. Mediante procedimenti informatici è infatti possibile, migliorare le immagini digitali dei documenti, renderle chiare e leggibili, eliminando la scoloritura e le macchie, regolando il contrasto tra la stampa e lo sfondo brunito. Materiali rari e preziosi, anteriori all'era elettronica, convertiti in formato digitale, sono consultabili indipendentemente dalla loro localizzazione e dalla sede dell'utente.
Naturalmente il restauro virtuale non vuole sostituirsi a quello tradizionale ma rappresenta uno strumento di integrazione conoscitiva, per ottenere quelle informazioni ormai perse o difficilmente desumibili dagli originali (V. Valzano, Progetti di digitalizzazione dell’Università di Lecce, Convegno Eredità culturale e nuove tecnologie: La digitalizzazione del libro antico tra accesso e conservazione, Padova, 17 e 18 febbraio 2000, http://www.cab.unipd.it/eventi/lecce.php3).
Come è stato già accennato, ad ogni descrizione bibliografica, oltre alle immagini delle edizioni sono associate informazioni sulle stesse edizioni e sulle biblioteche che le posseggono. Nel caso della Biblioteca "San Francesco" è possibile accedere anche ad un breve filmato, realizzato dal Coordinamento SIBA.
La biblioteca S. Francesco in Lequile (http://siba2.unile.it/sedi/sanfrancesco.html)
è stata fondata nel primo ventennio del 1600, sin dalla edificazione del Convento,
portato a termine nel 1619. Attualmente è ubicata al piano superiore del Convento,
in una sala fatta costruire appositamente da P. Gregorio Cascione da Lequile
(morto nel 1721), Guardiano del Convento, sulla cui finestra centrale si può
leggere ancora oggi la data (1695).
Il soffitto e le pareti della biblioteca sono decorati e affrescati.
Sull'architrave della porta di ingresso si può ammirare un affresco rettangolare,
il più grande della biblioteca, raffigurante alcuni Maestri minori della scuola
francescana.
Lungo le pareti sono visibili 7 lunette raffiguranti i grandi Maestri della
scuola filosofico-teologica francescana, Giovanni Duns Scoto, S. Antonio da
Padova, Fr. Niccolò di Lira, l'inglese Fr. Alessandro d'Hales, Fr. Pietro Aureolo,
discepolo di Scoto, Fr. Francesco Mairone, il più celebre discepolo di Scoto,
S. Bonaventura da Bagnoregio.
Della Biblioteca fanno parte un centinaio di edizioni del cinquecento, oltre
800 edizioni del seicento, ed altri testi di settecento ed ottocento, per un
totale di oltre 2000 volumi.
Tutte le edizioni del cinquecento sono state catalogate su supporto elettronico
dal Coordinamento SIBA, il restante materiale è in corso di catalogazione e
digitalizzazione, parziale o integrale.
Dott.ssa Adriana Bandiera
Collaboratrice Coordinamento SIBA
Università degli Studi di Lecce
Edificio "La Stecca"
Via per Monteroni, 73100 LECCE
tel. 0832-320260/1/2; fax: 0832/320261
e-mail: adriana.bandiera@unile.it